LIVIGNO

E’ da qualche mese che sono rientrata a Livigno. Non è così facile. A volte mi sento soffocare. Per il momento è ok. E’ importante stare qui ora. Sto capendo tante cose. Mi serve stare a contatto forte con le radici ora. La mia terra, il mio paese, la mia gente, il mio passato, il mio presente qua. Per il momento non me ne posso andare. Stanno nascendo delle consapevolezze troppo importanti per scappare.

Ora sento che ho bisogno di stare proprio qui. Si può andare ovunque nel mondo. L’ho fatto per tredici anni. Il mondo è grande. Pieno di posti e di possibilità meravigliose. Ovunque si va ci si porta dietro se stessi, le bellezze e ovviamente anche i problemi, le paranoie.

Una volta che ho fatto pace con il mio paese allora sono pronta per andare via di nuovo. Ma in modo diverso. In modo libero per davvero. O magari qui ci rimarrò. Chi lo sa. La vita lo dirà.

Un ragazzo del gruppo di conversazione in inglese ha detto che la prossima volta sarebbe bello parlare dei ricordi del 2018. Che idea meravigliosa. A volte ci si dimentica di dare valore a cosa si ha fatto.

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Anche il 2018 è stato dinamico. Iniziato a gennaio con la Polar Half Marathon di Tromso. Ho continuato a lavorare nell’organizzazione di tours per vedere l’aurora boreale fino alla fine di Aprile. Tengo un ricordo pieno d’amore e gratitudine per la mia Norvegia. L’ho lasciata con 22 ore di luce! Incredibile!

Livigno l’ho trovata nella sua calma di maggio con la neve che si scioglieva. Appena rientrata ho conosciuto un allevatore locale che mi ha ispirata. Quando gli ho chiesto che lavoro facesse mi ha detto che lavorava con le vacche. Era appassionato del suo lavoro ma diceva che tutti dicevano che era un lavoro di merda. Lì mi sono illuminata. Ho iniziato a pensare che non era per niente vero. L’uomo moderno è andato “avanti” su chissà che tipo di lavoro, dove ti trovi con gli occhi appiccicati al computer tutto il giorno. E invece è così importante tornare a lavori manuali e semplici.

Basics. Essenziale.

E così, via. A giugno sono andata un mese a lavorare come contadina in Val Formazza. Mungitura. Pascolo. Montaggio e smontaggio recinti. Far fieno. Aiuto nella lavorazione del formaggio. Mi è piaciuto il lavoro. Ecco il post che avevo scritto: Padre Padrone.

Tornata a Livigno in luglio ho iniziato a lavorare come magazziniera nel supermercato di famiglia. Lavoro che ho continuato a fare e che faccio tutt’ora la mattina. Durante i pomeriggi estivi ho aiutato una famiglia locale a rastrellare i prati, a “fare i fieni”. Mi è piaciuto molto. Il lavoro. La compagnia. La vita semplice.

Nel frattempo mi allenavo per la maratona. A settembre ho fatto quella di Berlino. Buon risultato. In autunno ho ripreso a fare volontariato al centro disabili. Ho fatto molte passeggiate in zona, soprattutto con papà, raggiungendo varie cime, “i nos 3000” e non solo. A ottobre sono andata qualche volta ad aiutare un contadino nella sua stalla in Svizzera. Il giorno prima di partire per l’Irlanda ho fatto la Valtellina Wine Trail, una 21k di corsa tra le vigne e le cantine. Molto suggestiva. Un’eccellenza per la Valtellina. A novembre sono stata un mese a Dublino per un training super intensivo, che volevo fare già da anni, per ottenere un certificato per insegnare l’inglese. Tornata a dicembre ho ripreso il lavoro al supermercato e iniziato un corso di conversazione in inglese.

2018 intenso ed energico. Come gli ultimi dieci anni della mia vita.

Non vedo l’ora di vedere il 2019.. E i prossimi dieci anni..

Vi auguro di realizzare i vostri sogni! Buon 2019 🙂

It’s been a few months since I came back to Livigno. Not that easy. Sometimes I feel suffocated. At the moment it is ok. It is important to be here now. I am understanding so many things. I need to be in strong contact with the roots now. My land, my country, my people, my past, my present here. At the moment I can not go. Important things are emerging so it is too important to stay here and not escape. Now I feel like I need to stay right here. You can go anywhere in the world. I have done that for thirteen years. The world is big. Full of places and wonderful possibilities. Wherever you go you bring yourself, the beauties and obviously the problems, the paranoias.

Once I will be in peace with my town then I am ready to leave again. But differently. In a free way for real. Or maybe i will stay here. Who knows. Life will tell it.

One guy from the English conversation group said that next time it would be nice to talk about the memories of 2018. What a wonderful idea. Sometimes we forget to give value to what we have done.

2018 was dynamic too. Started with the Tromso Polar Marathon. I have continued to work in Norway as Northern Lights tour organizer until the end of April. I keep a memory full of love and gratitude for my Norway. I left it with 22 hours of light! Unbelievable! I found Livigno in its calm May with the melting snow. As I came back I met a local breeder who inspired me. When I asked him what job he was doing, he told me he was working with cows. He was passionate about it but he said that everyone said it was a shitty job. I enlightened. I started thinking that it was not true at all. The modern man has gone “ahead” on who knows what kind of work, where you find yourself with your eyes in front of the computer all day. But it is so important to go back to manual and simple work.

Basics. Essential.

And so in June I went to work for a month as a farmer in Val Formazza. Milking. Pasture. Assemblying and dismantling of the fences. Making the hay. Helping in making the cheese. I liked the job. Here is the post I had written: Padre Padrone.

Back in Livigno in July I started working as a warehouse worker in the family grocery stores. I continued with this job and I still do in the morning. During the summer afternoons I helped a local family to rake the grass, to “make hay”. I really liked it. The job. The company. Simple life. In the meantime I was training for the marathon. In September I run the third one in Berlin. Good result. In autumn I start again volunteering with disabled people. I went often hiking in the area, especially with dad, reaching various peaks, “i nos 3000” and not only. In October I went sometimes to help a farmer in his shed in Switzerland. The day before leaving to Ireland, I run the “Valtellina Wine Trail”, a 21k run in the vineyards and cellars. Very suggestive. An eccelence for our county Valtellina. In November I spent a month in Dublin for a super-intensive training, which I wanted to attend for years, to obtain a certificate to teach English. Back in December I started again the job at the grocery stores and I started a conversation course in English.

2018 intense and energetic. As the last ten years of my life.

Looking forward to see 2019..and the next ten years..

I wish you all to realize your dreams! Happy 2019 🙂

One thought on “LIVIGNO

  1. Quirino says:

    Questa notte ero più ispirato ma quello che avevo scritto non sono riuscito a inviarlo. Comunque hai avuto un 2018 molto intenso e ti auguro un 2019 pieno di felicità e gioia ma come ripeto la vita va vissuta per quanto ci dà. Io ci sono anche se un 2019 con la riscoperta delle origini e un po’ di pausa ….. non farebbe male. Auguroni Papà

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