PADRE PADRONE

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Sono da poco tornata dalla Valle Antigorio. Nord Italia. Alto Piemonte. Una valle molto verde e bella, insieme alla Val Formazza. Con maestose cascate. Baite di sassi e ripidi boschi. Ho lavorato per un mese in un azienda agricola occupandomi di mungitura, aiuto nel fare recinti elettrici, fieno, spostamento bestiame, pulizia stalla, aiuto nella lavorazione del formaggio.

Un viaggio nel tempo per me. Di almeno 50 anni. Un’esperienza che improvvisamente ti catapulta in tempi dove tu non hai mai vissuto. In un diverso assetto culturale, di mentalità e valori.

Ecco la figura del padre padrone. Pensavo si fosse estinta con la generazione di mio nonno e invece purtroppo esiste ancora in diverse realtà italiane, e non solo nell’agricoltura e allevamento.

Sveglia alle 5.30 e fine lavoro alle 21.30.

Tutto gira intorno al capo. Le figlie e i dipendenti aiutano in azienda quando e come vuole il capo. Il tempo e la struttura della giornata sono scandite in base a come il capo decide di organizzare il lavoro e il tuo tempo. Non ci sono giorni liberi. L’unico riposino dopo pranzo non si sa quanto duri, dipende da quanto il capo abbia voglia di dormire. Nessuno scambio e condivisione di idee ma quello che decide il capo si fa e basta. Quando il capo ha la luna tutti stanno zitti. Quando il capo è di buon umore e ha voglia di ridere allora si può azzardare a una battuta. Si parla e si scherza solo quando lui permette, ci si muove e si fa cose solo se lui acconsente.

Screen Shot 2018-07-29 at 00.24.11Non c’è training o una piccola spiegazione su quello che bisogna fare e che è il lavoro. Tu devi nascere “che sai”. Se tu non sai o sei distratto, sei uno stupido. E vieni insultato. Si impara per osservazione ed emulazione. Nessuno spiega. Ho imparato a mungere a suon di insulti e bestemmie. Non provo gioia nel farmi trattare male. Da una parte questo non spiegare aiuta a “darsi una svegliata” invece che avere sempre spiegazioni, riunioni, training.

Una cosa bisogna saperla. Che il padre padrone ha sempre ragione. Lui e’ l’assoluto. E quindi è importante imparare l’arte del silenzio. Con molti uomini non si puo parlare. E quindi si sta zitti.
E nel silenzio si impara a difendersi da molta aggressività, rabbia e violenza. E in più si evita di dire tante cose che in effetti non servono.

Un mese qui è stato forse come un’esperienza di vita di un anno.

Sono grata alla vita di essere entrata completamente e totalmente, anche solo per un mese, nel punto di vista, mentalità e prospettiva di questa famiglia di contadini italiani. Per vedere la vita esattamente dalla loro prospettiva. E capire di più.

Il lavoro in sè mi è piaciuto molto come anche i ritmi. E tantissimo stare tutti i giorni e tutto il giorno all’aria aperta con belle giornate di sole. Pulire la stalla è molto zen e rilassante come anche fare il fieno e pulire con la pompa dell’ acqua quando si finisce col formaggio o la mungitura. Mi piace mungere le vacche singolarmente perchè riesci a stare più a contatto con ognuna di loro. Sono animali molto teneri. Mi piace spostare le vacche nei pascoli e camminare con loro. Il lavoro duro fa venire una fame mai provata prima. Patate, verdure, insalate dei loro orti, carne dei loro animali, piatti genuini. I nipotini si sono affezionati a me. Mi è piaciuto andare su e giu nei boschi a montare grandi ed estesi recinti. Mi ha ricordato quando ero piccola che dalla baita d’estate andavo su e giu dai prati e dai boschi. Mi è piaciuto lavare, strizzare e stendere i teli di canapa che si usano per il formaggio. Schiacciare e girare le forme di formaggio. Mi è piaciuto alzarmi all’alba e fare meditazione alle 5.30 prima di iniziare la giornata.

—–> Ecco qui qualche foto

Ho dovuto usare tanta energia per farmi rispettare sia come dipendente/garzone/proprietà che come donna. In un regime totalitario, maschilista e razzista. E’ stato stancante.

Sono quegli sforzi che purtroppo noi donne e le popolazioni considerate “inferiori” dobbiamo fare tutti i giorni, in tutte le situazioni, per riuscire ad essere considerate tanto quanto gli uomini e tanto quanto le popolazioni considerate “superiori”. Specialmente in certi Paesi, come l’Italia. Incredibile ma tristemente vero.

Quando sono riuscita ad avere rispetto, era troppo tardi. Avevo capito che quella situazione non mi avrebbe fatto bene. Nonostante tutti gli aspetti positivi che riuscivo a vedere e sentire, non portava gioia al mio cuore.

Dalle griglie delle finestre della stalla iniziavo a guardare fuori sognando la libertà

Ed anche in questo caso, seppur le differenze sembrino così grandi tra i vari popoli, religioni, culture, tra i lavori che facciamo e le classi sociali, tra uomini e donne. La verità è che alla fine di tutto siamo legati e accomunati tutti da una cosa meravigliosa, che è la fragilità umana.

La nascondiamo con tanta durezza, con la tirannia, il maschilismo, le ingiustizie, con la forza, con la violenza.

Il tutto perchè abbiamo così paura di ammettere il bisogno immenso che abbiamo, come tutti gli esseri umani, di essere amati. E accettati.

La scomparsa di Stephanie Mailer

Da “La scomparsa di Stephanie Mailer, Joel Dicker”

 

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I have recently returned from Antigorio Valley. Northern Italy. High Piemonte. A very green and beautiful valley, together with the Formazza Valley. With majestic waterfalls. Rocks chalets and steep woods. I worked for a month in a farm dealing with milking, helping in making electric fences, rack the grass for having hay, moving livestock, cleaning stable, helping in the processing of cheese.

A journey in time for me. At least 50 years. An experience that suddenly catapults you into times where you have never lived. In a different cultural order, of mentality and values.

Here is the figure of the master father. I thought it was extinct with the generation of my grandfather and unfortunately it seems that in many Italian companies there is still. Not only in the farming.

Wake up at 5.30 and end work at 21.30.

Everything goes around the boss. The daughters and employees help the company when and how the boss wants. The time and the structure of the day are marked on the basis of how the boss decides to organize the work and your time. There are no free days. The only rest after lunch is not known how long, depends on how much the boss wants to sleep. No exchange and sharing of ideas but what the boss decides is done and that’s it. When the head is in the bad mood, everyone is silent. When the boss is in a good mood and wants to laugh then you can risk a joke. You talk and joke only when he allows, you move and do things only if he consents.

Screen Shot 2018-07-29 at 00.21.38There is no training or a small explanation of what needs to be done and what is work. You must be born “that you know”. If you do not know or are distracted, you’re a stupid. And you get insulted. You learn by observation and emulation. Nobody explains. I learned to milk with insults and blasphemies. I do not feel joy in getting myself treated badly. On the one hand, this not explaining helps to “wake up” instead of always having explanations, meetings, training.

One thing we need to know. That the master father is always right. He is the absolute. And so it is important to learn the art of silence. With many men it is not possible to talk. And then you are silent. And in silence one learns to defend oneself from much aggression, anger and violence. And what’s more, you avoid saying so many things that you do not actually need.

A month here was perhaps like a one-year life experience.

I am grateful to the life of having entered completely and totally, even for only a month, in the point of view, mentality and perspective of a family of Italian farmers. To see life exactly from their perspective. And understand more.

I liked very much this job itself and its rythms. I totally loved spending time every day and all day in the open air with beautiful sunny days. Cleaning the stable, sure it does not seem but it is very zen and relaxing as well as racking the grass and cleaning with the water pump when you end up with cheese making or milking. I like to milk the cows individually because you can get in touch with each of them. They are very tender animals. I like to move the cows trough the pastures and walk with them. Hard work makes a hunger never felt before. Potatoes, vegetables, salads from their gardens, meat of their animals, genuine dishes. The grandchildren are fond of me. I enjoyed going up and down the woods to build large and extensive fences. It reminded me when I was a child that I went up and down the meadows and woods from the summer hut. I liked to wash, squeeze and spread the hemp cloths used for cheese. Crush and turn the cheese shapes. I loved to wake up at dust and do meditation before starting my day.

—–> Here are some pictures

I had to use a lot of energy to make me respect both as an employee / apprentice / property and as a woman. In a totalitarian and sexist regime. It was tiring.  

It is those efforts that unfortunately we women and the people considered “inferior” have to do every day, in all situations, to be able to be considered as much as men and as much as the people considered “superior”. Especially in some countries, like Italy. Incredible but sadly true.

When I managed to have respect, it was too late. I understood that this situation would not do me good. Despite all the positive aspects I could see and hear, it did not bring joy to my heart.

From the grids of the stable windows I began to look out and dream for freedom

And even here I have confirmed that even if the differences seem so great among the various peoples, religions, cultures, between the work we do and the social classes, between men and women. The truth is that at the end of everything we have in common and we are bound by a wonderful thing, which is human fragility.  

We hide it with hardness, tyranny, with machismo and sexism, with injustice, with force, with violence.

All because we are so afraid of admitting the immense need we have, as all the human beings, of being loved. And accepted.

5 thoughts on “PADRE PADRONE

  1. findsmoothnessinmovement says:

    Un’altra esperienza per la mia Giaetta… pronta a crescere consciamente anche in situazioni complicate.. respect ✊ my friend! 😘

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  2. ventoautentico says:

    mi è piaciuto leggere questo – riassunto di esperienze – che conosco fin troppo bene… credo che ci sia sempre da lottare, uomini, donne, grandi, piccini, tutti legati insieme dal filo invisibile della vita. Bella la tua chiusura, sembra che – tu sia in cammino- e ovunque il sentiero ci conduca, resta un’avventura incredibile da affrontare… Buon cammino viaggiatrice… 🙂

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  3. Ricci Franco says:

    Gran bel racconto,e gran bella esperienza…credo che l’umiltà sia la migliore delle virtù…grande donna…

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  4. Nathalie Bossant says:

    Jey girl Great report of your experience. U have a string mind. Lucky you. Let me know when u want to see your other Frznch friend. U re always welcome in Paris. Ciao Amore. Nathalie di PARIGI 💕🤗🌈👌🏻💕

    Envoyé de mon iPhone

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