42.195 KM – THE MARATHON

noticia-apertura-inscripciones-2016LA DECISIONE Mentre ritiravo il pettorale della mezza maratona di Lisbona di Ottobre 2015 all’Expo mi guardo intorno. C’era da una parte la fila per la Mezza e Mini Maratona insieme. Dall’altra quella per la Maratona. Guardando di là mi sono detta: Azzzz quella è la vera gara! E così ho deciso di fare con mio fratello la prima Maratona. 21 Febbraio 2016. Siviglia. Spagna.

LA MARATONA Non si può dire sia andata bene. Non ero in forma quel giorno. Livello psicologico ed energetico basso. E a un certo punto sono pure stata male. E a un certo punto ho iniziato pure a camminare per un kilometro. Poi ho ripreso a corricchiare e camminare a volte. Proprio per queste condizioni non avrei mai pensato di arrivare alla fine. Mai. Eppure qualcosa di magico è successo. Non so cosa. La gente intorno. Il tifo calorosissimo. Quello col palloncino delle 3 ore e 45. Poi quello col palloncino delle 4 ore. Beh in certi momenti ho pensato ancora di riuscire a fare un buon tempo. Ovvero sotto le 4 ore. Poi mi sono detta un po’ rassegnata: hanno ragione, lo scopo della prima maratona è solo uno: finirla.

ctc66dlucaax8mkGLI ULTIMI 195 METRI Negli ultimi 195 metri dopo il 42esimo km ho fatto uno scatto. E nel frattempo ho iniziato a piangere. E’ stato un momento stupendo. In quei pochi metri è uscita tutta la tensione, tutta la negatività, tutta la felicità, tutta la positività, tutta l’emozione. Tutto insomma. E’ stata una sensazione proprio bella. Di soddisfazione e anche sorpresa di aver superato, più di tutti, te stesso. E questo ha cancellato tutto e dico tutto quello che ho appena descritto nelle righe sopra.

L’UNIONE Negli ultimi kilometri inizi ad emozionarti anche a vedere gli altri. Vedi arrivare corridori che come te son riusciti a completare una prova piuttosto tosta. Vedi arrivare gente che per 42km ha spinto il fratello o l’amico in carrozzina. E’ un’emozione che unisce tutti quelli che insieme, chi più veloce e chi più lento, hanno raggiunto la stessa meta. E’ un’unione di anime ed emozioni che lo sport ha il potere di fare.

IL BIG BRO Alla fine speravo di abbracciare mio fratello, il quale mi ha anticipata di ben un’ora e un quarto. 3.05. Ma ci siamo persi. Anche per lui la prima maratona. Anche se in realtà sarebbe un’allenamento per l’Iron Man. Beh ha fatto un tempo della madonna. Lui è una bestia. Anche se non si allena chissà quanto, poco importa. E’ un “animale da gara”. Sente la gara, sente la competizione e gli sale la grinta, l’adrenalina. Salgono la forza e il desiderio, nonchè la sicurezza, di superare l’obiettivo che si è fissato. E chiede e pretende il meglio da se stesso. Sono fiera di lui e stimo questa forza incredibile che ha.

Ecco qualche foto dei giorni spagnoli della “Maratón de Sevilla 2016” 

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Seville

GLI ALLENAMENTI Io e il big bro ci siamo tenuti aggiornati sui nostri allenamenti durante l’inverno via Strava. Io ho seguito un programma di 17 settimane che mi ha mandato la mia amica Christine direttamente da Barbados. 3 giorni alla settimana. Un lungo alla settimana partendo da 16km sino ad arrivare a 32.  Lei ha già completato due maratone di Chicago. E’ stata un’ottima coach 🙂

LA CASA Il mio allenamento si è svolto prevalentemente in Norvegia ma anche in Belgio, Emirati Arabi, Italia, Russia, Polonia e Islanda. E in Spagna la Maratona. Ci sono molti posti dove si può correre. Come anche dove si può vivere. E molti posti che si possono chiamare casa. La mia casa in Norvegia è per ora rappresentata dai miei padroni di casa, da qualche mio collega e dal mio maestro di Arabo.

IL MONDO ARABO La Maratona è stata molto suggestiva. Un percorso molto bello nella città di Siviglia. Una città bellissima e con molte influenze Arabe. Come tutta l’Andalusia. Il maestro di Arabo a Oslo non solo mi insegna l’Arabo ma mi parla di democrazia, regimi totalitari, situazione in Medio Oriente. Tanti civili In Medio Oriente vogliono la libertà e la democrazia allo stesso identico modo in cui le abbiamo volute noi. Il ciclo dell’umanità.

Schermata 2016-02-26 alle 15.09.36LA DESTINAZIONE Destinazione km 42.195.  In Arabo Gaia vuol dire anche destinazione. E penso che la destinazione di tutti questi viaggi alla fine sia proprio Gaia.

IL “NORMALE” 10 km sembrano tanti, poi 30 neanche così tanti. Come diventa “normale” correre per 30 km, così diventa “normale” andare in posti che conosciamo poco e dove la cultura è così diversa dalla nostra. E anche il viaggio come una maratona. Più ti alleni e meno ti sembra impossibile andare in posti poco familiari.

IL TEMPO La concezione è diversa durante la corsa. E da persona a persona. Allo stesso modo in giro. In alcuni posti non esiste il tempo e giri senza programmare. Ecco la tipologia che mi piace tanto. All’avventura. In altri invece, come ad esempio il Nord Europa e l’Islanda, il tempo esiste eccome ed è organizzato e scandito in modo molto preciso. E’ un modo diverso di viaggiare. Bisogna dunque programmare eccome. E bisogna prenotare in anticipo. Altrimenti potresti spendere troppo oppure trovarti per strada, al freddo, senza prenotazione !

IL RECUPERO E c’è un tempo di recupero e di relax. Dopo la maratona per far riposare il corpo. Dopo l’inverno per far riposare la mente per fare più chiarezza sui prossimi programmi. Di viaggio. E di vita.

Schermata 2016-02-26 alle 16.13.03THE DECISION As I was withdrawing the race number of  the Lisbon Half Marathon last October 2015 at the Expo I was looking around. There was on one side, the queque for the Half Marathon and Mini together. The other one for the Marathon. Looking beyond I said to myself: Damn that’s the real race! And so I decided to make with my brother the first Marathon. February 21, 2016. Seville. Spain.

THE MARATHON You can not say it went well. I was not feeling good that day. Low psychological level and low energy. And at some point I was feeling a bit sick. And at one point I even started to walk for a kilometer. Then I started to run a bit and walk at times. Due to these conditions, I never thought to get to the end. Never. Yet something magical happened. I do not know what. The people around. The very warm cheer. The one with the 3 hours and 45 balloon. Then the one with the balloon of the 4 hours. Well at times I even thought of being able to do a good time. Under 4 hours. Then I said to myself a bit in resignation: they are right, the purpose of the first marathon is just one: to finish it.

zurich-maraton-sevilla-2016THE LAST 195 METERS In the last 195 meters after the 42nd km I run fast. And in the meantime I started to cry. It was a wonderful moment. In those few meters came out all the tension, all the negativity, all the happiness, all positive, all the excitement. It was just a nice feeling. Of satisfaction and even surprise to have passed, most of all, yourself. And this has deleted everything and I mean everything I’ve just described in the rows above.

THE UNION In the last kilometers I began to get excited also to see others. It is nice to see  runners like you able to complete a test rather tough. See people get to 42km pushing his brother or his friend in a wheelchair. And an emotion that unites all of us together, those who run fast and those slower, to have achieved the same goal. It a union of souls and emotions that sport has the power to do.

IMG-20160222-WA0012THE BIG BRO At the end I was hoping to hug my brother, who has anticipated me well an hour and a quarter. 3:05. But we got lost. Even for him the first marathon. Although in reality it would be a workout for the Iron Man. Well he finished it in a very good time. He’s a beast. Although he is not trained so much, it does not matter. He is a “racing animal.” He feels the race, he feels the competition and so it start to take out the grit, the adrenaline. He feels very much the strength and desire, as well as security, to overcome the goal that was set. He asks and demands the best from himself. I am proud of him and I respect this incredible force inside himself.

Here are some photos of the Spanish days of the “Maratón de Sevilla 2016”

THE WORKOUTS Me and big bro kept us updated on our workouts during the winter via Strava. I followed a 17-week program that sent me my friend Christine directly from Barbados. 3 days a week. A long run every week starting from 16km until you get to 32. She has already completed two marathons in Chicago. She is been a great coach 🙂

THE HOME My training took place mainly in Norway but also in Belgium, UAE, Italy, Russia, Poland and Iceland. And in Spain the Marathon. There are many places where you can run. As well as where you can live. And many places that you can call home. My home in Norway is now represented by my landlords, some of my colleagues and my teacher of Arabic.Schermata 2016-02-26 alle 15.09.06

THE ARAB WORLD The Marathon has been very impressive. A very nice location in the city of Seville. A beautiful city with many Arabic influences. As the whole of Andalusia. The teacher of Arabic in Oslo not only taught me the Arabic but I talk with him about democracy, totalitarian regimes, situation in the Middle East. Many civilians in the Middle East want freedom and democracy in exactly the same way we wanted them for ourselves. The cycle of the humanity.

THE DESTINATION Destination 42.195 km. Gaia in Arabic means also destination. And I think the destination of all these trips, at the end, is just Gaia.

THE “NORMAL” 10 km seem a lot, then 30 even not many. The same way a 30km run can become “normal”, so it becomes “normal” to go to places we know little and where the culture is so different from ours. And the trip as a marathon. More you train and fewer seem impossible to go to unfamiliar places.

THE TIME The concept is different during the race. And from person to person. Similarly when you go around. In some places there is no time and there is no need of programming. Here are the kind of trips that I really like. Adventure. In other places, such as Northern Europe and Iceland, the time does exist and is organized and articulated very precisely. It is a different way to travel. You must therefore be programmed. And you have to book in advance. Otherwise you might find yourself spending too much, or maybe on the street, in the cold, without reservation!

THE RECOVERY There is a time for recovery and relaxation. After the marathon to bring the body to rest. After the winter to rest the mind to make more clarity about upcoming programs. About travel. And life.

3 thoughts on “42.195 KM – THE MARATHON

  1. Federico says:

    Cavolo che descrizione!!! Mi ha anche emozionato quella riguardante gli ultimi 195 mt.. Che anche per me è stata la cosa più bella… Mi é dispiaciuto veramente essermi perso il tuo arrivo😭😭
    Cmq possiamo dire ”fatta” o ”l’ em volte da via”

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  2. Natalia pradella says:

    Grande Gaia…come grandi sono sempre determinazione e grinta che metti nelle cose che vuoi e che fai!A Lisbona l’avevi detto…e l’hai fatto.Sei diventata una maratoneta!Una viaggiatrice maratoneta!E ora chi ti ferma più?Complimenti con un forte abbraccio e sempre avanti cosi!!nati

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  3. gloria massera says:

    ciao gaia.. .sempre molto bello leggerti ! in alcuni passaggi le tue emozioni sono simili a quelle che ho provato anche io nella mezza di Lisbona ( certo 42 sono il doppio ! ) e a Lugano nella 30 ! quando descrivi Chicco mi sembra di vedere te… anche tu sei così ! competitiva fino all’ultimo ! una battaglia infinita contro te stessa ma anche contro gli altri ( chi non lo so ) ! siamo tutti un po così ma qualcuno ha quel quid in più che gli permette anche di farsi notare ! brava gaia … e poi che dire sono felice di aver corso con te qualche volta ! avanti così lo sport è vita è amore passione andrenalina fatica soddisfazione. certo non ti dimenticare che abbiamo un limite oltre il quale è bene non andare !!! l’obiettivo è non fermarsi mai… love gloria

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